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La prima, vera, Paella nasce a Valencia ed è, come per la maggior parte dei piatti tradizionali, frutto della fantasia popolare dei contadini, gente umile e povera, che lavoravano nelle campagne e nelle risaie e che, all’ora di pranzo, si riunivano e preparavano questo piatto con tutto ciò che avevavo a disposizione: riso, anatra, coniglio, fagiolini, pomodoro, zafferano e, se se ne trovavano in giro, lumache.
Alla fine del XIX secolo, da ricetta popolare, la Paella iniziò ad essere proposta anche nei menù delle osterie e nei chioschi sulle spiaggie di Valencia ed Alicante da dove si diffuse in tutta la Spagna e poi in tutto il mondo grazie ai turisti.
Oggi la Paella è uno dei piatti più amati e conosciuti in tutto il mondo.
Etimologicamente la parola “Paella”, deriva dal latino “patella” da cui deriva anche l’italiano padella e indica, appunto, una padella in ferro molto larga e poco profonda munita di due impugnature opposte, che veniva utilizzato soprattutto dai Valenciani per cucinare piatti a base di riso o di fideos (gli spaghetti spagnoli).
Inizialmente la paella veniva chiamata “arròs a la paella” ovvero riso in padella, ma col tempo si è affermato l’uso di indicare col termine paella, la ricetta, mentre la padella in se stessa viene chiamata “paellera”.

FIERA DEL PEPERONE A CARMAGNOLA

Ogni anno, agli inizi di settembre, Carmagnola ospita la Sagra del Peperone, un evento importante non soltanto per la valorizzazione del prodotto tipico della città, ma anche perchè ci permette di conoscere meglio le bellezze artistiche, le tradizioni e la cultura di Carmagnola.
Da anni la Sagra riscuote un crescente afflusso di pubblico: oltre alla tradizionale esposizione di peperoni e ai relativi concorsi, alle degustazioni, alla sfilata di “Re Povron” e la “Bela Povronera” e alle esibisizioni dei gruppi Folkloristici carmagnolesi si affiancano serate musicali e spettacoli di vari gruppi nonchè un’area commerciale dedicata agli espositori.

Il Peperone di Carmagnola
Conosciuta allora in Europa da poco piu’ di un secolo, la pianta del peperone giunse a Carmagnola agli inizi del Novecento, introdotta da un orticoltore di Borgo Salsasio.
Oggi il peperone di Carmagnola è una risorsa fondamentale per l’agricoltura e l’economia di questa zona ed è un alimento conosciuto ed apprezzato in Piemonte e in Italia per il suo colorito giallo intenso o rosso vivace, il suo profumo e le sue caratteristiche di qualità e genuinità.
Vi sono quattro tipologie riconosciute dal Consorzio dei produttori che hanno denominazione di “Peperone di Carmagnola”: il Quadrato (il bragheis), il Corno di bue (il lung), la Trottola e il Tumaticot.

storia della pizza margherita

Nel giugno del 1889, come documenta una lettera del capo dei servizi di tavola della Real Casa Camillo Galli, Raffaele Esposito fu convocato al Palazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, perché preparasse per Sua Maestà la Regina Margherita le sue famose pizze.

“Credo fosse stata, in fondo, un’ottima mossa politica” racconta Paolo, erede di Raffaele, “alla monarca sabauda doveva essere sembrata una buona idea guadagnarsi la simpatia del popolo napoletano prendendolo per lo stomaco, mostrando, cioè, di conoscere e apprezzare il suo piatto più amato.”

Don Rafele presentatosi a Palazzo con tutto l’occorrente caricato in un carrozzino tirato da un asino ne “fece di tre qualità ma la Regina mostrò di gustare particolarmente quella con mozzarella e pomodoro.”

Fu cosi’ che Raffaele Esposito dedicò la pizza con il pomodoro, la mozzarella e il basilico alla Regina, chiamandola Margherita.

storia della mozzarella

Il nome mozzarella deriva dal termine ‘mozzare’, in quanto le forme venivano tagliate a mano a partire dalla pasta filata ancora calda.

La ricetta originale prevede l’uso di latte di bufala al posto di quello vaccino, attualmente invece più comune.

L’origine della mozzarella pertanto è legata all’introduzione dei bufali in Italia.

Secondo alcuni questi animali vennero introdotti già con i greci al centro-sud nel IV secolo a.C.
Secondo altri con i re normanni intorno al Mille.

La mozzarella era la versione meno raffinata della provola poiché non poteva essere conservata a lungo.
Anche per questo motivo inizialmente la sua diffusione era limitata al sud Italia.

A partire dal 900 la sua fama diventa nazionale e in breve tempo conquista anche i palati internazionali.

Oggi è uno dei formaggi più amati al mondo e ingrediente base per la nostra pizza.

storia dell’olio extra vergine

Nell’antichità l’olio extravergine d’oliva era ritenuto di straordinaria importanza per le sue qualità nutritive, ed erano giudicate talmente preziose per la salute, il benessere e la bellezza di corpo e mente, che esso assumeva, quasi sempre, una connotazione sacra.

In Grecia, ad esempio, dove ampie anfore di extravergine costituivano l’ambito premio dei vincitori olimpici, insieme alle odi dei poeti. Inoltre, prima dei combattimenti corpo a corpo nella lotta, gli atleti erano soliti ungersi completamente di olio.

Per i Fenici e i Cretesi, l’olio extravergine d’oliva aveva addirittura funzioni iniziatiche e, simbolicamente, rappresentava la luce, sinonimo di vitalità e allegria.

Infine, non si può non ricordare Omero in un passo dell’Odissea, quello in cui la dea Atena dona ad Ulisse una preziosa fiala di puro olio d’oliva, grazie alla quale l’eroe riesce a riconquistare l’antica vigore e la bellezza di un tempo.